Gli strumenti di cyber security sono sempre più efficaci ma i criminali informatici avanzati sfruttano la debolezza comune a molte infrastrutture i suoi dipendenti. Progettati per ingannare tali dipendenti e indurli a compromettere i propri dispositivi, i trojan per computer sono sempre in agguato.
Uno di questi trojan, Emotet, è tra i malware più costosi e distruttivi che hanno minacciato (e minacciano tutt’ora) governi e aziende in tutto il mondo.
Emotet comparve per la prima volta nel 2014 come trojan bancario, compromettendo gli accessi dei clienti di alcune banche tedesche e austriache. Nel giro di pochi anni ha abbandonato il suo ruolo iniziale per diventare un dropper modulare, specializzato nel «preparare il terreno» per payload più insidiosi.
Nel corso del tempo, Emotet ha continuato a riorganizzarsi, alternando periodi silenti e rilanci con payload aggiornati, fino a diventare nel 2025 un loader cloud-driven sempre più adattabile.
Contrastarlo richiede strategie multilivello e soluzioni di rilevazione comportamentale mirate.
Emotet si diffonde di solito tramite e-mail di phishing con allegati o link maligni. Queste e-mail sono confezionate per sembrare legittime – fatture, notifiche di spedizione o perfino risposte a catene di posta da account compromessi.
Una volta cliccato:
Emotet è un pericoloso malware che, una volta installato sul primo computer attraverso un allegato o un link malevolo, agisce come un “loader”: scarica e lancia altri programmi dannosi, come ransomware o strumenti per il furto di credenziali, prendendo il controllo del sistema. Grazie alle credenziali già presenti nella rete – utenti e password di dominio – Emotet riesce a spostarsi facilmente su altri PC senza bisogno di complicate vulnerabilità, sfruttando semplicemente condivisioni di file e cartelle.
Dopo ogni ondata di attacchi, la botnet si “riaggiorna”: raccoglie nuovi indirizzi email e testi, modifica leggermente il proprio codice e riparte con campagne di phishing sempre più difficili da riconoscere. Questo continuo ciclo di pausa e rilancio rende Emotet una minaccia costante, perché ogni nuova ondata risulta più subdola e insidiosa della precedente.
Un’infiltrazione di Emotet può trasformarsi rapidamente in una violazione dei dati.
Per generare un data breach basta la sottrazione di conversazioni interne, allegati sensibili o credenziali memorizzate per esporre l’azienda a sanzioni e danni reputazionali.
Anche in caso di attacco fermato sul loader, il semplice fatto che frammenti di email o informazioni riservate escano dalla rete può innescare indagini legali ai sensi del GDPR, con multe salate e perdita di certificazioni di sicurezza e danni alla fiducia del mercato.
Per questo è importante intervenire tempestivamente e tracciare e conservare ogni tentativo di esfiltrazione, con report immediati e procedure di escalation già pronte.
Proteggi le tue comunicazioni con una difesa a più livelli.
Qboxmail mette in campo più “scudi” per proteggere le tue email con un sistema Antispam e Antivirus che si affida a motori commerciali/di terze parti per intercettare attacchi con maggiore efficacia.
A tutto questo si affianca un algoritmo di reputazione dell’IP del mittente: ogni volta che un server prova a inviarti un’email, l’algoritmo assegna al suo indirizzo un punteggio positivo o negativo basandosi sul suo comportamento passato. Se quell’IP ha già inviato messaggi sospetti, riceverà un voto basso e le sue email verranno trattate con più attenzione.
La sensibilità del filtro è poi regolabile su quattro livelli: puoi scegliere quanto “rigido” vuoi che sia il controllo, aumentando o diminuendo la probabilità di bloccare messaggi borderline.
I tre motori esterni si specializzano in tre aree chiave:
Con più livelli di controllo e diversi “punti di osservazione”, riusciamo a ridurre drasticamente il rischio di ricevere malware o spam nella tua casella.
E’ fondamentale tenere sempre presente che la formazione continua del personale trasforma ogni collaboratore in un ulteriore filtro di sicurezza.
Riconoscere rapidamente un’email di phishing o un allegato sospetto riduce drasticamente il rischio che il loader di Emotet (o altri ramsonware o malware) ottenga un primo accesso.
Blocca subito ogni potenziale attacco e incrementa la sicurezza delle tue email aziendali diventando Rivenditore Qboxmail.