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Whitelist e Blacklist obsolete, conta l’Apprendimento e la Reputazione

Alessio Cecchi
24/03/2015

Per molti anni quando il mittente di una email aveva problemi ad arrivare nella INBOX si chiedeva al destinatario di farsi mettere in whitelist. Oppure un utente che voleva bloccare certe email, per lui Spam, inseriva il mittente in blacklist.

 

Whitelist e Blacklist lavorano solo sul “mittente” (o envelope sender) che per i messaggi di Spam o sistemi leciti di invio automatici (Ordini, Avvisi, Recuperi password) cambia sempre, quindi mettere in Whitelist il mittente di un messaggio che è bouncec4c98d@bounce.musvc.com non avrà alcun tipo di effetto sui successivi messaggi. O inserire in Whitelist l’intero dominio musvc.com farà si ricevere questi messaggi ma ne arriveranno anche altrettanti di spam direttamente nella INBOX.

 

Questa forma di gestione delle eccezioni del sistema Antispam è ormai superata ed è necessario pensare in termini di apprendimento e reputazione, sia lato utente che lato mittente. Per capire il perché di questo cambio di ragionamento è necessario avere un idea di come ragiona un sistema Antispam. Oggi quello che conta è il contenuto del messaggio e la reputazione di chi lo invia. Il singolo mittente o il singolo IP, da dove proviene il messaggio, contano sempre meno.

 

Il contenuto del messaggio è come l’utente percepisce lo stesso, interessante o fastidioso, utile o inutile, desiderato o indesiderato. Conta poco che sia “legittimo” il nostro invio, conta se l’utente vuole ricevere i nostri messaggi oppure no.

 

    La reputazione è l’insieme di varie informazioni sul mittente quali:

  • IP sorgente
  • Nome server
  • Dominio mittente
  • Firma DKIM
  • Impostazione SPF

Per stabilire la reputazione di un mittente esistono molti sistemi automatici di apprendimento ma quello ad oggi più importante per il “fine tuning” è il “feedback” degli utenti. La segnalazione come “Spam” di un messaggio da parte di molti utenti può provocare il crollo del tasso di deliverability dei vostri messaggi. mentre un messaggio che finisce erroneamente in Spam sarà automaticamente consegnato in INBOX se gli utenti lo segnalano come “Non Spam”.

Fino ad adesso la possibilità di segnalare un messaggio come “Spam/Non Spam” era possibile solo tramite la Webmail, mediante un apposito pulsante, il che limita molto gli utenti che accedono via IMAP o che leggono le email da Smartphone.

 

Finalmente per gli utenti di Qboxmail abbiamo rimosso questo limite, adesso per segnalare un messaggio come “Spam/Non Spam” è sufficiente trascinarlo dentro o fuori dalla cartella “Spam” del proprio account email:

  • sposto un messaggio da Spam a INBOX: lo segnalo come lecito
  • sposto un messaggio da INBOX a Spam: lo segnalo come indesiderato

In questo modo l’antispam di Qboxmail “apprenderà” la vostra azione e quello specifico messaggio alle successive consegne sarà classificato correttamente. Il vantaggio di questa nuova possibilità, rispetto alla gestione delle Whitelist/Blacklist, è che gli utenti potranno correggere i comportamenti dell’antispam direttamente dal loro client email, o anche da Smartphone (in iPhone ad esempio usando la funzione “Sposta in Indesiderata”) senza necessità di accedere alla Webmail.

 

Questo nuovo sistema di apprendimento è già operativo per tutti gli utenti di Qboxmail da qualche settimana ed i risultati che stiamo vedendo sono buoni. Ci sarà poi una seconda fase in cui andremo ad introdurre nuovi algoritmi più precisi per il calcolo della reputazione dei mittenti, ed andremo ad aggregare i risultati per dominio in modo da rendere ancora più accurato il punteggio assegnato alle email in arrivo.

 

Quando il sistema sarà ampiamente testato ed i parametri adeguatamente impostati valuteremo la rimozione del sistema di gestione delle Whitelist e Blacklist dalla webmail.

 

Invitate quindi vostri utenti a spostare i messaggi dentro e fuori la cartella Spam per migliorare la loro esperienza con il sistema antispam e ridurre eventuali segnalazioni di errori del sistema Antispam.

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